Agnocasto: migliora davvero la fertilità?

L’agnocasto è una pianta medicinale sfruttata da secoli per i suoi benefici sulla salute delle donne. Riequilibra l’assetto ormonale, regolarizza il ciclo, riduce i sintomi della menopausa e favorisce il concepimento. In questo articolo, indagheremo il suo ruolo nella fertilità avvalendoci dei risultati degli studi scientifici e delle opinioni delle donne che lo hanno utilizzato.
Cos’è l’agnocasto?
Il suo nome scientifico è Vitex agnus castus. Si tratta di una pianta medicinale della famiglia delle Lamiaceae originaria dell’Asia centrale e dell’area mediterranea. La parte utilizzata a scopo terapeutico sono i frutti, detti anche bacche, piccole sfere marroncine dalla consistenza dura e dal sapore leggermente piccante, simili ai grani del pepe.

Curiosità: i frutti dell’agnocasto sono definiti anche “pepe dei monaci”. Perché questo soprannome? Si dice che i monaci, nel medioevo, coltivassero l’agnocasto nei loro orti allo scopo di assumerlo come anafrodisiaco, ovvero come sostanza in grado di inibire gli impulsi sessuali e favorire una vita casta.
Proprietà dell’agnocasto
Le principali sostanze attive dell’agnocasto in grado di influire positivamente sull’equilibrio ormonale femminile sono i diterpeni, in particolare vitexilactone, rotundifuran e casticina. Questi composti sono particolarmente utili per inibire il rilascio di prolattina e bilanciare i livelli di estrogeni e progesterone.
Riportando gli ormoni al loro corretto equilibrio, l‘agnocasto normalizza il ciclo mestruale, riduce i disturbi legati alla sindrome premestruale e incentiva la fertilità.
L’agnocasto è anche ricco di flavonoidi, potenti antiossidanti che difendono le cellule dai danni dei radicali liberi, comprese le membrane cellulari e i mitocondri degli ovociti.
Contiene anche glicosidi, composti organici con proprietà antinfiammatorie e analgesiche, molto utili per ridurre il dolore associato al ciclo mestruale.
Agnocasto e fertilità: la parola alla scienza
Sono ormai decenni che la scienza indaga i benefici dell’agnocasto per la fertilità femminile, ma, per il momento, gli studi effettuati sono piccoli e non permettono di trarre conclusioni certe.
Già nel 1998, gli effetti di un integratore a base di agnocasto sono stati studiati su 96 donne con disturbi della fertilità (38 donne con amenorrea secondaria, 31 donne con insufficienza luteale e 27 donne con infertilità idiopatica).
Le pazienti sono state suddivise in due gruppi: un gruppo ha ricevuto 30 gocce al giorno di agnocasto per 3 mesi, l’altro ha ricevuto un placebo.
Durante lo studio, 15 donne sono rimaste incinta (7 con amenorrea, 4 con infertilità idiopatica e 4 con insufficienza luteale). Nelle donne con amenorrea e insufficienza luteale, la gravidanza si è verificata più del doppio delle volte nel gruppo che assumeva agnocasto rispetto al gruppo placebo.
In una ricerca pubblicata sul Journal of Herbal Medicine nel 2017 sono stati indagati i tassi di gravidanza dopo l’assunzione di Vitex agnus castus in pazienti con invecchiamento ovarico precoce.
Allo studio hanno partecipato 61 pazienti, 32 delle quali hanno assunto 40 gocce di estratto di agnocasto durante la fase follicolare.
Al termine dei 4 mesi (durata dello studio), le pazienti trattate con agnocasto hanno sperimentato una riduzione di FSH e di estradiolo, un endometrio più spesso e maggiori tassi di gravidanza.
L’importanza di regolare il progesterone quando si cerca una gravidanza
Il progesterone, un ormone prodotto dal corpo luteo, gioca un ruolo cruciale nell’instaurarsi della gravidanza. Favorisce lo spessore dell’endometrio, rendendo l’utero un ambiente accogliente per l’embrione.
Inoltre, previene le contrazioni uterine e inibisce la produzione di prolattina. Viste queste premesse, va da sé che bassi livelli di progesterone possono ostacolare la gravidanza.
L’agnocasto può rappresentare un valido aiuto naturale perché aiuta a regolarizzare i livelli di progesterone principalmente in due modi:
- stimola l’ipofisi a secernere più ormoni luteinizzanti, i quali a loro volta stimolano la produzione di progesterone da parte delle ovaie
- riduce i livelli di prolattina, la quale può inibire la produzione di progesterone e ostacolare la gravidanza
Per misurare i valori di progesterone e prolattina nel sangue, si effettuano appositi prelievi in laboratorio chiamati dosaggi ormonali.
L’agnocasto aiuta a rimanere incinta? Le opinioni sui forum
Nei forum sulla fertilità, c’è un grandissimo fermento di domande, consigli e opinioni. E, tra gli argomenti trattati, non poteva mancare l’agnocasto.
Le testimonianze, però, sono piuttosto discordanti: mentre molte donne hanno ricevuto grandi benefici dall’uso dell’agnocasto (come una maggiore puntualità dell’ovulazione e un’attenuazione dei sintomi premestruali, quali dolore, tensione al seno e irritabilità), altre affermano di non aver avuto alcun effetto.
Alcune utenti dei forum segnalano di aver preso l’agnocasto proprio il mese in cui sono rimaste incinta, mentre altre, dopo mesi di assunzione, non sono riuscite a ottenere una gravidanza.
Quale insegnamento ne ricaviamo? L’efficacia dell’agnocasto può dipendere da svariati fattori: il dosaggio, lo stile di vita ma, soprattutto, le cause dell’infertilità, che naturalmente variano da donna a donna (e sono spesso sconosciute, come nel caso dell’infertilità idiopatica).
Gli integratori consigliati da noi
Sestre – Fert
60 compresse

Studiato appositamente per migliorare la fertilità femminile, questo integratore contiene una miscela di agnocasto, resveratrolo, maca, coenzima Q10 e acido folico, tutti ingredienti che possono favorire la gravidanza.
Inoltre, è utilissimo per regolarizzare l’ovulazione e ridurre i sintomi della sindrome premestruale.
Si consiglia l’assunzione di 2 compresse al giorno per almeno 3 mesi, così da dare il tempo agli ovociti di maturare in modo corretto.
Erba Vita – Agnocasto
60 capsule

Un integratore che combina un elevato dosaggio di principio attivo con un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Ogni capsula contiene 250 mg di estratto di agnocasto titolato allo 0,5% in agnuside e consente di modulare l’assunzione in base alle necessità e alle raccomandazioni del ginecologo.
La dose massima consigliata è di 4 capsule al giorno corrispondenti a 1000 mg di estratto di frutto secco di agnocasto (agnuside 5 mg).
L’integratore Erba Vita è arricchito con inulina, un oligosaccaride con funzioni di prebiotico, molto utile per riequilibrare la flora intestinale.
Potrebbe interessarti anche:
Come assumere l’agnocasto
Tra i modi più semplici di prendere l’agnocasto, ci sono gli integratori a base di estratto secco e la tintura madre. Si consiglia di seguire scrupolosamente la posologia indicata sull’etichetta del prodotto o le istruzioni del proprio medico.
L’agnocasto può essere utilizzato anche per preparare una tisana terapeutica. Ti basterà versare 1 o 2 cucchiaini di frutti essiccati di agnocasto in una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione circa 10 minuti, filtrare e bere (tuttavia, le tisane offrono una concentrazione minore di principio attivo rispetto all’estratto secco e alla tintura madre).
Il trattamento con agnocasto richiede del tempo per offrire benefici tangibili. Generalmente, si consiglia l’assunzione per almeno 3 mesi.
Quando non prendere l’agnocasto?
L’agnocasto va evitato in caso di gravidanza, allattamento, trattamenti ormonali e tumori ormono-dipendenti (come quelli al seno, all’utero e alle ovaie).
Prima di iniziare il trattamento, chiedi il parere del medico o del tuo ginecologo di fiducia!
In caso di ipersensibilità al principio attivo, può provocare effetti collaterali come disturbi gastrointestinali e emicrania. Può inoltre determinare accorciamento o allungamento del ciclo.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi è ben tollerato dall’organismo.






