Cimicifuga: benefici per la menopausa, dosaggio, integratori ed effetti collaterali

cimicifuga in menopausa

La cimicifuga, nota anche come black colosh, (nome scientifico Actaea racemosa), è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae, originaria delle lussureggianti foreste orientali del Nord America.

Sin dai tempi antichi, le popolazioni indigene di queste regioni hanno fatto uso delle radici e dei rizomi di questa pianta per trattare una serie di disturbi, tra cui problemi ginecologici, dolori articolari e morsi di serpente.

Studi recenti ne hanno evidenziato gli effetti positivi sui sintomi della menopausa, in particolare sulle vampate di calore.

Gli estratti di cimicifuga contengono una varietà di composti chimici, come glicosidi triterpenici, flavonoidi, acidi organici e altre sostanze fitochimiche. Uno dei principali composti attivi è il 27-deossiacteina, che è stato associato alla regolazione degli ormoni.

Cimicifuga: proprietà e benefici per la menopausa e le vampate di calore

Una delle caratteristiche distintive della cimicifuga è la sua azione fitoestrogenica. I fitoestrogeni sono composti naturali che assomigliano agli estrogeni prodotti dal corpo della donna. Durante la menopausa, quando i livelli di estrogeni diminuiscono drasticamente, l’assunzione di questo estratto può fornire un valido supporto.

In particolare, le vampate di calore, uno dei sintomi più debilitanti, sembrano rispondere positivamente ai fitoestrogeni della cimicifuga. Altri disturbi che possono essere attenuati con questo rimedio sono l’ansia, l’insonnia, la stanchezza, la sudorazione notturna e la secchezza vaginale.

Prove scientifiche

  • Uno studio iraniano pubblicato nel 2013, effettuato su 84 donne in menopausa, ha evidenziato un miglioramento dei sintomi nelle donne che assumevano la cimicifuga rispetto a quelle che prendevano un semplice placebo. Durante lo studio non sono stati rilevati effetti collaterali (vai alla fonte).
  • Nel corso di uno studio comparativo sugli effetti della cimicifuga e quelli dell’olio di enotera sulle vampate di calore, entrambi i rimedi sono risultati efficaci sull’intensità delle vampate, ma la cimicifuga è stata in grado di ridurne anche il numero (vai alla fonte).
  • Una ricerca sistematica della letteratura scientifica ha rilevato ben 35 studi sugli effetti di questa pianta sui sintomi della menopausa. Le donne analizzate in totale sono state 43.759. In tutti questi studi, la cimicifuga ha apportato maggiori benefici rispetto al placebo (vai alla fonte).

Ulteriori effetti positivi della cimicifuga

La cimicifuga non è utile soltanto durante la menopausa, ma può aiutare a contrastare diversi fastidi.

Ad esempio, è un rimedio tradizionale utilizzato per regolarizzare il ciclo e alleviare i dolori mestruali. Si ritiene, inoltre, che aiuti a ridurre l’ansia e a migliorare l’umore. Questi benefici sono correlati alla sua influenza sugli ormoni e sui recettori cerebrali. Tuttavia, gli studi che riguardano gli effetti della cimicifuga sull’ansia hanno portato a risultati contrastanti.

Alcuni studi hanno rilevato che le sostanze presenti nella cimicifuga si legano ai recettori degli oppioidi nel corpo, con un effetto antinfiammatorio e analgesico. Ciò può aiutare a ridurre il dolore associato ad alcune condizioni, come l’artrite reumatoide (fonte della notizia).

Tuttavia, è importante sottolineare che le prove scientifiche riguardanti i benefici della cimicifuga sono ancora limitate e contraddittorie.

Meccanismo d’azione della cimicifuga

L’esatto meccanismo d’azione della cimicifuga non è ancora completamente compreso, ed è oggetto di ricerca e dibattito scientifico.

L’ipotesi più accreditata è che alcune sostanze chimiche presenti nel black colosh agiscano sui recettori degli ormoni, come gli estrogeni. In particolare, si ritiene che questa pianta possa sopprimere la secrezione di ormone luteinizzante.

Inoltre, i fitoestrogeni della cimicifuga sembrano in grado di legarsi ai recettori della serotonina collocati nell’ipotalamo, offrendo gli stessi effetti positivi di questo neurotrasmettitore.

Modo d’uso e dosaggio

estratto di cimicifuga

La cimicifuga può essere assunta in diverse forme, tra cui capsule, compresse, estratti liquidi, tisane o tè.

Le dosi e le modalità di assunzione possono variare da prodotto a prodotto.

Ecco alcune linee guida generali:

  1. Capsule o compresse: solitamente sono dosate in base al contenuto di principio attivo. Le dosi consigliate per il trattamento della menopausa si aggirano intorno ai 20-40 mg al giorno.
  2. Estratti liquidi: possono essere miscelati con acqua o altre bevande. Le dosi possono variare, ma una dose tipica è di 1-2 ml (circa 20-40 gocce) una o due volte al giorno.
  3. Tisane: se si utilizza la cimicifuga in forma di tisana o decotto, è possibile preparare l’infuso mettendo una bustina di tisana o un cucchiaino di radice in una tazza d’acqua calda. Lasciare in infusione per 10 minuti e poi bere.

Quanto impiega a fare effetto?

La tempistica entro cui si riscontrano i primi benefici può variare da persona a persona e dipende da diversi fattori, come la gravità dei sintomi, la dose utilizzata, la forma di assunzione e la risposta individuale.

Generalmente, si iniziano ad avvertire dei miglioramenti dopo 4 settimane di assunzione regolare. Tuttavia, per sperimentare il massimo beneficio, potrebbe essere necessario un periodo più lungo, fino a 3 mesi.

Integratori di cimicifuga per la menopausa

La somministrazione di cimicifuga attraverso supplementi alimentari è un modo comodo e sicuro per beneficiare delle proprietà curative della pianta.

Negli integratori per la menopausa, la cimicifuga viene combinata con altre erbe indicate per il trattamento delle vampate di calore, come il trifoglio rosso, l’agnocasto e l’iperico.


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Controindicazioni ed effetti collaterali

La cimicifuga è considerata sicura quando è assunta nelle dosi raccomandate e per periodi di tempo limitati. Tuttavia, come accade con qualsiasi integratore a base di erbe, possono verificarsi effetti collaterali e interazioni farmacologiche.

Ecco alcuni potenziali effetti negativi associati all’uso della cimicifuga:

  • Disturbi gastrointestinali leggeri, come mal di stomaco o nausea
  • Mal di testa
  • Vertigini o capogiri
  • Cambiamenti nella pressione sanguigna
  • Reazioni allergiche:

La cimicifuga è controindicata in gravidanza, durante l’allattamento e in caso di patologie epatiche. Inoltre, poiché gli alcaloidi presenti nella pianta potrebbero inibire alcuni enzimi coinvolti nella produzione degli ormoni tiroidei, questa pianta non dovrebbe essere assunta in caso di ipotiroidismo.

Infine, la cimicifuga potrebbe interagire con alcuni farmaci, tra cui anticoagulanti, farmaci per il fegato e farmaci che influenzano il sistema nervoso centrale.

Ritiro dal mercato

Nel 2006 i prodotti a base di cimicifuga furono ritirati dal mercato per un breve periodo, a scopo cautelativo, in attesa di ulteriori studi che ne verificassero gli effetti sul fegato.

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