La mia vita, l’autobiografia di Agatha Christie

La mia vita, l’autobiografia di Agatha Christie

La mia vita è un libro in cui immergersi dolcemente per scoprire chi è davvero Agatha Christie, l’infanzia, la personalità, l’amore, il processo creativo che l’ha portata a scrivere storie indimenticabili.

Leggendo l’autobiografia di Agatha Christie si ha l’impressione di sedersi al tavolo con la scrittrice, nell’atmosfera candida di una cucina inglese, sorseggiando un tè fumante, ascoltandola raccontare la sua vita, con calma, tranquillità, senza che mai trasparano rancori o squilibri.

Una narrazione che copre un periodo molto lungo, dall’infanzia alla vecchiaia, e che la Christie ha impiegato ben 15 anni a scrivere, tra un romanzo e l’altro, tra un viaggio e l’altro, lasciandoci una chiave preziosa per conoscerla meglio.

La mia vita, Agatha bambina

Agatha è una bambina tranquilla, felice, con un’intelligenza spiccata ma, a suo dire, priva di quella rapidità d’espressione che caratterizza le fanciulle sveglie:

Quanto a me, mi è sempre stata attribuita l’etichetta di “lenta” della famiglia. Mia madre e mia sorella, infatti, avevano reazioni insolitamente pronte con cui non riuscivo mai a stare alla pari. Ho sempre avuto, tra l’altro, una certa difficoltà di espressione, una certa inadeguatezza a rivestire di parole quello che mi passava per la mente. “Agatha è tanto lenta” era il commento abituale. Era vero, io lo sapevo ed ero arrivata ad accettarlo.

Una caratteristica non insolita in uno scrittore, quella di non riuscire ad esprimere all’esterno, nella vita privata e sociale, il fuoco interiore, quello spirito creativo che, davanti ad un foglio o alla macchina da scrivere, lo spinge a inventare storie bellissime ed appassionanti.

autobiografia agatha christie

Agatha ci racconta la sua infanzia, nella pace di Ashfield, la bella villa in cui viveva con la famiglia a Torquay. Fu una bambina felice; al contrario della sorella maggiore, fu educata in casa dai genitori, che le insegnarono a leggere, scrivere, padroneggiare l’aritmetica di base e suonare il pianoforte.

La futura regina del giallo fu una lettrice vorace. Non frequentava gli altri bambini, e passava il tempo leggendo, giocando in giardino, inventando avventure. Le uniche ombre nella sua infanzia sembrano essere la partenza di Nursie, la bambinaia, e la morte del padre, avvenuta quando Agatha aveva 11 anni, che lasciò la famiglia in una situazione economica incerta.

La mia vita, Agatha scrittrice

Agatha scrisse il suo primo racconto mentre si trovava a letto, in convalescenza. Durante la guerra lavorò come assistente nel dispensario di un ospedale: un’attività che la portò ad una conoscenza approfondita dei veleni, e che le fornirà l’idea principale per il suo primo romanzo giallo, Poirot a Styles Court.

La fama sopraggiunge presto, mentre Agatha Christie è nel fiore degli anni: una fortuna rara per gli scrittori, che spesso raggiungono la notorietà solo dopo la morte.

La scrittrice inglese interpreta così il suo talento creativo:

Mi chiedo da dove nascano questi impulsi interiori a creare e a volte penso che siano i momenti in cui ci si sente più vicini a Dio, perché ci è stato concesso di creare la gioia della creazione. Siamo riusciti a fare qualcosa di diverso da noi, in una specie di unione ideale con l’Onnipotente perché, arrivati alla fine, al nostro settimo giorno, possiamo anche noi dire che quello che abbiamo fatto è buono

Scrivere non è semplice; la stesura di un romanzo non è un’attività lineare. ma è accompagnata da dubbi, incertezze e ripensamenti.

Un’idea ci appassiona, cominciamo a lavorare pieni di speranza e di fiducia, e per quanto mi riguarda sono forse gli unici momenti in cui ho avuto davvero fiducia in me stessa. Troppa modestia ci impedirebbe di scrivere; dev’esserci, quindi, il momento meraviglioso in cui un pensiero si affaccia alla mente, con tanta chiarezza che ci pare quasi di vederlo scritto. Ci precipitiamo a cercare una matita e ci immergiamo nel lavoro sorretti da una strana esaltazione. A un certo punto cominciano le difficoltà, da cui non si sa come districarsi, finché, non si sa come, si riesce a realizzare quello che ci si era prefissi. Il risultato ci sembra disgustoso ma, dopo un paio di mesi, cominciamo a domandarci se, dopotutto, non siamo stati troppo severi

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Perché leggere l’autobiografia di Agatha Christie

La mia vita è un libro da leggere accoccolati sul divano, davanti ad una bevanda calda, mentre la mente fugge via, a giocare nel giardino di Ashfield con Agatha bambina, a soffrire per il tradimento dell’uomo amato con Agatha donna, e a creare storie favolose con Agatha scrittrice.

Un’autobiografia particolare, anche se, secondo la Christie, la parola autobiografia non si addice del tutto all’opera che si appresta a scrivere, “in quanto indica uno studio sistematico della propria vita, con nomi, date e luoghi sistemati in bell’ordine cronologico”. Non è quello che desidera la scrittrice, che invece vuole “immergere la mano nel sacchetto dei ricordi ed estrarla con una manciata, a caso”.

La mia vita è un libro che farà sognare gli appassionati di Agatha Christie, ma anche gli aspiranti scrittori e le aspiranti scrittrici, nonché tutti coloro che amano immergersi nell’atmosfera intima delle autobiografie. In fin dei conti, La mia vita è un libro per tutti, perché racconta, senza mai annoiare, la vita avventurosa di una donna fuori dal comune.

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Redazione

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