Ossido di zinco: benefici contro raggi UV, brufoli e dermatiti

ossido di zinco

L’ossido di zinco contenuto nelle creme e negli unguenti aiuta a proteggere la pelle dal sole, attenua brufoli e dermatiti e calma la pelle irritata. Scopriamo come fa, la sua sicurezza d’uso e i prodotti consigliati in base alle esigenze.

Lo conosciamo tutti come rimedio contro le irritazioni da pannolino, ma l’ossido di zinco offre benefici che vanno al di là del suo utilizzo nelle pomate per neonati. Questo composto minerale è infatti un vero e proprio jolly per la pelle, specialmente per quella problematica. Agisce come filtro solare ad ampio spettro, lenisce le irritazioni, contrasta la proliferazione batterica e favorisce la riparazione della pelle, dimostrandosi un alleato contro acne, arrossamenti, dermatiti, ferite superficiali e piccole scottature.

Cos’è esattamente l’ossido di zinco?

ossido di zinco

Dal punto di vista chimico, l’ossido di zinco è un composto minerale formato da un atomo di zinco e uno di ossigeno, la cui formula chimica è ZnO. In natura è presente sotto forma di un minerale molto raro chiamato zincite, ma quello che troviamo nei prodotti dermatologici viene ricreato in laboratorio.

L’ossido di zinco si presenta come una polvere bianca finissima, impalpabile e senza odore. Poiché non si scioglie in acqua ma si amalgama molto bene con i grassi, viene spesso inserito in formule dense, come creme ricche, pomate e unguenti.

Nell’INCI delle formulazioni per la pelle (l’elenco degli ingredienti riportato in etichetta) lo troviamo indicato come Zinc Oxide. Se è nei primi posti dell’elenco, possiamo dedurre che il prodotto ha una forte funzione di scudo, come nel caso delle paste protettive per i bambini e dei solari minerali puri. Se invece si trova a metà della lista o verso la fine significa che è presente in percentuali più basse. In questo caso serve soprattutto a opacizzare le pelli grasse, o a calmare e proteggere le pelli particolarmente sensibili.

Non-Nano o Nano?

Pochi sanno che le dimensioni delle particelle di ossido di zinco inserite in una formula modificano notevolmente l’effetto sulla pelle, e che conoscerle in anticipo può aiutarci a capire se una crema lascerà una patina bianca o se invece apparirà trasparente:

  1. Zinc Oxide (non-nano): formato da particelle più grandi di 100 nanometri. Crea una barriera efficace e molto stabile, ma è il responsabile dell’effetto white cast delle creme con ossido di zinco. Bisogna considerare che richiede un lungo massaggio per scomparire (e che non sempre sparisce davvero).
  2. Zinc Oxide [nano]: qui le particelle sono micronizzate (sotto i 100 nanometri). Il vantaggio è che la crema diventa quasi del tutto trasparente e fluida sulla pelle, ergo non lascia nessuna patina bianca. E’ utilizzato soprattutto nei solari moderni, per rispondere all’esigenza di formulazioni leggere e invisibili da usare anche in città. Richiede però formule molto stabili per evitare che le particelle si raggruppino tra loro. Lo si individua facilmente nell’INCI perché, generalmente, è presente la dicitura “nano” accanto a “Zinc Oxide”.

La calamina

Quando mescolato con ossido di ferro, l’ossido di zinco crea una sostanza chiamata calamina, utilizzata in dermatologia per calmare il prurito intenso, le irritazioni e gli arrossamenti della pelle. E’ considerata un ottimo rimedio per alleviare gli effetti delle punture di insetti.

Benefici dell’ossido di zinco per la pelle

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L’ossido di zinco non penetra in profondità nella pelle e non interferisce con i processi cellulari interni, bensì lavora esclusivamente sullo strato corneo (che è la parte più esterna dell’epidermide), dove crea una barriera fisica idrorepellente.

Grazie a questo “effetto scudo“, questo derivato dello zinco riesce a fare quattro cose importantissime:

  • Protegge dai raggi solari: è un filtro minerale che riflette e disperde le radiazioni. Poiché non viene assorbito dalla pelle, il rischio di irritazioni è praticamente nullo. Perfetto, dunque, per chi ha una cute sensibilissima.
  • Isola dagli agenti esterni: il sottile film che crea sulla pelle difende il viso anche dal vento, dagli sbalzi di temperatura, dallo smog e dal sudore.
  • Aiuta a riparare la pelle: bloccando la perdita di acqua dall’epidermide e isolando le piccole lesioni, crea l’ambiente perfetto perché la pelle possa rigenerarsi e guarire da sola in tempi brevi.
  • Assorbe il sebo: la sua struttura è naturalmente microporosa, quindi cattura l’olio in eccesso e toglie l’effetto lucido dal viso, specialmente se abbinato ad argille e amidi.

Protezione solare ad ampio spettro

L’ossido di zinco offre una protezione completa, e anche piuttosto complessa, dai raggi ultravioletti. Innanzitutto ne assorbe una gran parte (circa il 90-95%), rilasciandoli in modo innocuo sotto forma di calore. La parte restante dei raggi solari viene invece riflessa e deviata lontano dalla pelle.

Da notare che, rispetto ad altri filtri minerali, l’ossido di zinco offre una protezione ad ampio spettro che neutralizza sia i raggi UVA, che causano scottature ed eritemi immediati, sia i raggi UVB, i veri responsabili delle macchie, delle rughe e dell’invecchiamento precoce . E’ quindi un filtro solare più completo del biossido di titanio, che protegge benissimo dai raggi UVB ma perde efficacia contro gli UVA lunghi.


LA PROTEZIONE SOLARE MINERALE CONSIGLIATA DA NOI:

Una protezione solare minerale per il viso leggerissima e invisibile sulla pelle, che può essere applicata anche sul contorno occhi. L’azione protettiva dai raggi UV è data da una sapiente combinazione di ossido di zinco “nano” (in forma di particelle estremamente piccole) e biossido di titanio. La texture è setosa e scorrevole, e lascia un effetto “pelle levigata” senza traccia di white cast.

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Un alleato contro brufoli e dermatiti

Può sembrare strano che lo stesso ingrediente venga consigliato sia a chi ha la pelle grassa e con acne, sia a chi soffre di dermatite e, quindi, presenta una pelle secca e arrossata. La spiegazione sta proprio nelle sue eccezionali proprietà chimico-fisiche.

L’azione mirata sui brufoli

Sulle pelli a tendenza acneica, l’ossido di zinco agisce come antinfiammatorio e purificante che, da un lato, spegne l’infiammazione e il rossore del brufolo, e dall’altro asciuga l’eccesso di sebo dalla zona.

Non solo: riduce la proliferazione dei batteri, in particolare del Cutibacterium acnes (il principale responsabile dell’acne). Alla luce di alcuni studi riguardanti gli effetti dell’ossido di zinco sull’acne, questo composto chimico agisce attraverso più meccanismi antibatterici e antinfiammatori contemporaneamente, con basso rischio di irritazione e scarso assorbimento nel corpo attraverso la pelle integra, suggerendo un buon profilo di sicurezza.

Di per sé l’ossido di zinco non è comedogenico, ovvero non ostruisce i pori, ma bisogna sempre prestare attenzione agli altri ingredienti della formulazione: le classiche paste per il cambio dei neonati, ad esempio, usano quasi sempre una base di paraffina o vaselina, ottima come barriera isolante, ma decisamente troppo occlusiva per chi soffre di acne.


LA CREMA PER BRUFOLI ALL’OSSIDO DI ZINCO CONSIGLIATA DA NOI:

Tra i migliori trattamenti per i brufoli a base di ossido di zinco c’è questa crema coreana, da applicare direttamente sulle imperfezioni. Include anche zinco PCA, che è un ottimo sebo-regolatore, e un’elevata percentuale di centella asiatica, tra gli ingredienti vegetali protagonisti della K-Beauty, che aiuta a riparare la pelle. Il grande pregio di questa crema è che, a differenza di molti prodotti per i brufoli che seccano troppo la pelle, ha una base idratante con glicerina e olio di girasole (un olio non comedogenico) che mantiene la zona morbida.

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Ossido di zinco nel trattamento delle dermatiti

In caso di dermatiti (da contatto, da sfregamento, atopiche, ecc.), l’ossido di zinco si usa in concentrazioni più alte, spesso unito a ingredienti molto emollienti come il burro di karité o la vitamina E. Agisce per diverse vie: isola la pelle dai fattori irritanti, come il sudore e lo sfregamento dei vestiti, ma ha anche un’azione calmante sul prurito, ed è ottimo per stimolare i processi naturali di rigenerazione cutanea che portano a rimarginare le micro-fessurazioni.


I TRATTAMENTI ALL’OSSIDO DI ZINCO PER DERMATITI E IRRITAZIONI CONSIGLIATI DA NOI:

In caso di dermatiti, scottature solari, verruche e irritazioni da depilazione, la Crema Lenitiva di Most è un’ottima scelta perché calma le irritazioni e svolge un’azione rigenerante. E’ a base di ossido di zinco, ma contiene anche talco e magnesio silicato per assorbire l’umidità e ridurre gli attriti. L’assenza di siliconi, profumi e vaselina la rende ideale anche per le pelli sensibili e le zone delicate come le palpebre.

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Prodotto da una storica azienda danese, questo unguento formulato con il 20% di zinco e arricchito con burro di karité nutriente forma uno scudo protettivo sulla pelle irritata o sensibile che dura fino a 8 ore, aiuta a lenire l’eritema da pannolino, riduce le infiammazioni e difende la pelle dall’umidità. La formula è piuttosto corposa e compatta, e la barriera che forma sulla pelle è visibile sottoforma di strato bianco, dunque non è una crema discreta: se vuoi usarla sul viso, meglio applicarla prima di andare a dormire e sciacquare il volto il mattino seguente con acqua tiepida. Non contiene profumi o altre sostanze potenzialmente irritanti.


Sicurezza dell’ossido di zinco nelle creme

L’ossido di zinco è un ingrediente sicuro, ben tollerato, e che può essere usato sulla pelle irritata, screpolata e con scottature lievi (anzi, serve proprio a migliorare queste condizioni), mentre in caso di ferite profonde e ustioni bisogna sempre sentire il parere del medico.

Tuttavia, proprio perché tende ad asciugare e opacizzare, se viene usato su una pelle molto secca senza essere bilanciato da buone sostanze idratanti rischia di risultare un po’ polveroso e di evidenziare le linee d’espressione.

Rispetto dell’ambiente

Tra i motivi per cui le protezioni solari a base di ossido di zinco sono particolarmente apprezzate c’è il basso rischio di impatto ambientale per gli organismi marini. Mentre i filtri chimici tradizionali possono interferire con la crescita dei coralli e alterare la fotosintesi delle alghe, l’ossido di zinco non arreca particolari danni all’ambiente marino, anche perché lo zinco è un elemento già presente naturalmente nel mare.

Altri utilizzi dell’ossido di zinco

L’ossido di zinco si utilizza anche al di fuori della skincare. Particolarmente apprezzate sono le bende all’ossido di zinco, veri e propri dispositivi medici consistenti in bende elastiche impregnate di una pasta a base di ossido di zinco, gelatina e glicerina. Vengono sfruttate per trattare i problemi di circolazione delle gambe (come ulcere, tromboflebiti, vene varicose e gonfiori), ma anche in ortopedia, come tutori soft per distorsioni, contusioni e tendiniti, oppure come bendaggi di sostegno dopo la rimozione del gesso.

In medicina, l’ossido di zinco è anche utilizzato per prevenire le piaghe da decubito. Spesso le formulazioni che hanno questo scopo vengono preparate dal farmacista e contengono percentuali elevate di questo composto minerale, anche del 50% (come nel caso della pasta di Hoffmann).

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